Sostenibilità della gomma: evoluzione

Sostenibilità della gomma: evoluzione nei principali settori. Si è svolto il quarto appuntamento del ciclo Fare Sistema, organizzato da Assogomma, dal titolo “La sostenibilità della gomma: evoluzione nei principali settori”.

All’evento hanno partecipato oltre 100 aziende interessate ad approfondire il tema della sostenibilità da punti di vista molto diversi tra loro, ma tutti estremamente importanti.

Ad inquadrare la tematica sotto il profilo finanziario è stato l’economista Germano Alemanni, responsabile Ufficio Studi Finanze di Azimut, che ha raccontato come la sostenibilità sia ormai un asset sotto la lente degli investitori. Nelle aziende, finanza ed etica ambientale e sociale possono andare di pari passo. Infatti, i rischi ambientali influiscono direttamente sul successo economico delle aziende, mentre un comportamento virtuoso in questo campo le rende più appetibili e quindi meritevoli di finanziamento. Le società più attente alla tematica della sostenibilità sono in generale più flessibili e più preparate al cambiamento, quindi con più probabilità di successo, soprattutto in un mercato riflessivo.

Di gomma naturale, tra crescita e sostenibilità, ha parlato Salvatore Pinizzotto, Segretario Generale dell’International Rubber Study Group, l’organismo intergovernativo con sede a Singapore che sin dal 1944 studia le problematiche della gomma naturale e sintetica con oltre 100 aziende partner nel mondo. Salvatore Pinizzotto ha fatto il punto su come si stia spostando geograficamente ed economicamente, a livello globale, il consumo di gomma, i settori di applicazione ed i problemi legati alla produzione. Anche in questo ambito il concetto di sostenibilità e di economia circolare rappresenta un elemento fondamentale in relazione alla coltivazione ed alla raccolta, fino ad arrivare al riuso di gomma riciclata. Sono stati definiti nove obiettivi che rappresentano i pilastri fondamentali nelle attività IRSG a favore della sostenibilità.

Di riciclo di materiali elastomerici ha parlato invece Costantino Perretta, Responsabile R&D per lo sviluppo di elastomeri per il settore Automotive, Termoplastici e Compounding di Versalis, che ha illustrato l’approccio integrato della sua azienda che va dallo sviluppo di materiali specifici per il cliente attraverso tecnologie innovative, senza mai dimenticare il recupero di energia e di materiali. Infatti, in un’ottica di economia circolare, lo studio di una mescola e della sua applicazione, consente il recupero ottimale del materiale, grazie anche al design del prodotto finito. Un esempio è il pneumatico che può essere concepito per un suo riutilizzo e una volta terminata la sua prima vita può ritornare ad essere un pneumatico e quando diventa un pneumatico fuori uso può dare vita ad un altro prodotto finito come un nastro trasportatore, un tappeto, ecc. grazie all’utilizzo di polverino di gomma dallo stesso derivato.

Come per tutte le produzioni industriali, anche la produzione degli articoli in gomma dà luogo a scarti.
Il tema della valorizzazione degli sfridi nel processo di trasformazione della gomma è stato approfondito dal professor Gian Tommaso Viola, Senior Scientist Dott. Viola & Partners Chemical Research, che ha chiarito come il materiale più complicato da recuperare sia l’elastomero vulcanizzato perché è problematico ritornare al materiale iniziale. Devono essere studiate caso per caso applicazioni specifiche successive, anche in funzione degli obiettivi di partenza. La valorizzazione dello scarto richiede quindi un sistema organizzato, ben integrato e preparato ad un profondo cambiamento culturale.

L’intervento successivo, di Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus è stato incentrato sulla seconda vita della gomma riciclata dei Pneumatici Fuori Uso (PFU) per le superfici sportive. Ecopneus, società senza fine di lucro, gestisce raccolta e recupero di circa 220mila tonnellate di PFU ogni anno, dal cui riciclo si ottiene gomma utilizzata per realizzare superfici sportive, isolanti acustici e anti vibranti per l’edilizia, asfalti modificati silenziosi e duraturi, elementi di arredo urbano, energia e molto altro ancora. Proprio allo stadio di S. Siro sono state presentate le superfici sportive in gomma riciclata Tyrefield: campi in erba artificiale, campi di gara per l’equitazione, piste di atletica, superfici polivalenti indoor e outdoor per basket, tennis e pallavolo, pavimentazioni antitrauma per palestre e aree gioco.

A chiudere gli interventi è stato Paolo Chiappero, Responsabile laboratorio materiali elastomerici di FCA C.R.F. Già oggi, tutti i veicoli sono progettati per essere recuperabili al 95% e riciclabili all’85% in peso. Per poter aumentare il recupero finale, bisogna separare i componenti quando si smonta il veicolo a fine vita. Per recuperare più elastomeri, sono in valutazione componenti che siano facilmente smontabili, abbiano un valore e che possano essere reinseriti in una filiera. In buona sostanza i componenti dell’auto devono essere progettati per un loro recupero/riutilizzo futuro. Inoltre oggi è necessario prestare particolare attenzione al peso dei componenti perché l’elettrificazione porta con sé la necessità di automobili nel complesso molto più leggere e questo è uno degli obiettivi dei ricercatori: nuovi materiali con migliori prestazioni e minor peso. Si può però affermare che nel prossimo futuro non si prescinderà dall’uso di elastomeri per le sospensioni, per gli interni dell’abitacolo e per le tenute della carrozzeria.

A conclusione, il Presidente di Assogomma Matteo Battaini, ringraziando i partner tecnici Azimut, Comet, Ecopneus, Versalis e Zeon, ha sottolineato come “si debba parlare di una sostenibilità “sostenibile”. Ma non è solo una questione economica: è possibile fare impresa con un occhio di riguardo all’impiego di materie prime meno impattanti per l’ambiente. In questo senso nel DNA del nostro settore, ci sono centinaia di piante dalle quali è possibile ricavare il lattice. Anche i destinatari dei prodotti in gomma, tra cui l’automotive, che fino ad oggi hanno sempre escluso l’impiego di prodotti realizzati con materie prime seconde, ovvero recuperando scarti di lavorazione, stanno cambiando di asintoto. La ricerca della sostenibilità sta portando un cambiamento epocale nelle nostre industrie e non è un caso che anche il mondo della finanza guardi a questo aspetto come un elemento di importanza strategica nella valutazione economica di un’Impresa.

Assogomma cercherà di fornire, in particolare alle piccole e medie imprese, tutto il supporto necessario perché il tema della sostenibilità e dell’economia circolare diventino un’occasione di rinnovamento strategico, capace di garantire un futuro al nostro sistema industriale”.

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