Recidiva Zero – in carcere formazione digitale. Dal carcere al lavoro: il progetto coinvolge ottanta persone detenute in cinque penitenziari di Lombardia, Piemonte e Lazio. Percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro.
È una decisa lotta alla ricaduta nel reato quella che avrà per protagoniste 80 persone detenute nei principali istituti penitenziari di Lombardia, Piemonte e Lazio, chiamate ad un percorso di 1.818 ore di formazione teorica e pratica che, in vista dell’uscita dal carcere, consentirà l’acquisizione di competenze tali da facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro, una delle condizioni essenziali per evitare quelle recidive che, in Italia, riguardano il 70% degli ex detenuti.
È questo l’obiettivo di Recidiva Zero con il Digitale, il progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale (partnership tra Governo e associazioni di fondazioni e Casse di Risparmio) per abilitare il reinserimento socio-lavorativo di persone detenute prossime al termine della pena attraverso percorsi di formazione digitale.
Il progetto – che vede come capofila IFOA, nato 55 anni fa per volontà del sistema delle Camere di Commercio e Agenzia per il Lavoro, forte di 300 dipendenti, 15 sedi nelle principali città italiane e quartier generale a Reggio Emilia – coinvolge gli istituti penitenziari Casa Circondariale Torino Lorusso e Cutugno, Casa Circondariale Monza, Casa di Reclusione Milano – Bollate, Casa Circondariale Roma Rebibbia e Roma Rebibbia Nuovo Complesso.
“Recidiva Zero con il Digitale rappresenta per noi un nuovo campo di intervento, convinti che la formazione possa generare un impatto concreto e diventare pienamente abilitante anche per persone finora distanti dai percorsi tradizionali”, sottolinea Umberto Lonardoni, direttore generale di IFOA. “Come capofila coordiniamo una rete che mette insieme competenze formative, tecnologiche, sociali e occupazionali. L’obiettivo è costruire un modello che non si limiti a formare, ma prepari il rientro nella società e l’incontro con il mondo del lavoro.
Un simile approccio può essere sicuramente replicabile ed esteso, contribuendo così ad agevolare l’inclusione e ad abbassare decisamente anche la recidiva, come attestano gli studi del Cnel, che indicano la possibilità di scendere dal 70 al 2% dei casi di reiterazione del reato proprio grazie ad una estesa formazione e a un nuovo rapporto tra carcere e contesto sociale e lavorativo.”
A ispirare il progetto la storia di Luigi Celeste (raccontata anche nel film Familia del 2024), che durante la detenzione ha intrapreso un percorso formativo in ambito informatico da cui ha avuto origine la sua ricostruzione personale e professionale, fino a diventare Cisco CCNA Trainer. Suo formatore e mentore fu Lorenzo Lento, fondatore di Universo Cooperativa Sociale, già formatore Cisco, che sarà tra i formatori anche del progetto Recidiva Zero con il Digitale, permettendo ai partecipanti di acquisire le competenze per diventare sistemisti informatici, un ruolo sempre più richiesto dal mercato del lavoro.
Per le persone che concluderanno il percorso sono previsti laboratori di preparazione ai colloqui di lavoro per orientare alle opportunità professionali disponibili. Recidiva Zero con il Digitale vuole sostenere il cammino tra pena e reinserimento e costruire con la formazione un modello replicabile sia da stakeholder istituzionali, che dal sistema penitenziario e da chiunque altro interessato ad attivare percorsi analoghi.
Recidiva Zero con il Digitale è coordinato da IFOA in partenariato con: Universo Cooperativa Sociale, Randstad Italia, Prison Fellowship Italia e MEET Digital Culture Center.
Sostengono il progetto: Cisco, Confprofessioni, Anitec-Assinform e Smartive.
Il progetto è selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale.
Il Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it
