L’Efficienza Energetica del fare

L’Efficienza Energetica del fare. Quando si parla di Efficienza Energetica, lo scenario tende sempre a complicarsi, condizionato daIl’angolazione dalla quale lo si osserva, che sia tecnologica, finanziaria, ambientale, comportamentale, istituzionale.

Per fare un po’ di chiarezza e soprattutto per mettere a confronto i protagonisti del settore e divulgare le buone pratiche che vengono attuate ogni giorno da molti manager in molte aziende, vengono organizzate importanti occasioni di incontro – poche, quelle serie e affidabili, che non sono vincolate a scopi puramente commerciali.

A Forum Retail, l’appuntamento di IKN che quest’anno ha celebrato il suo ventennale, abbiamo avuto modo di conoscere i risultati delle attività di efficientamento energetico messe in campo da alcuni anni in Bennet, un gruppo della GDO che attualmente annovera 73 Ipermercati, 50 Gallerie Commerciali con circa 1250 negozi e 3 magazzini logistici.

L’ing. Marco Oliva, che coordina il team di professionisti dell’Ufficio Impianti, meticolosi, molto preparati e soprattutto molto motivati, dichiara, forte dei risultati raggiunti: “sicuramente l’implementazione di diverse modalità di gestione degli impianti porta a significative variazioni di efficienza energetica e manutentiva, tali da incidere molto sia sui consumi che sui costi di esercizio. È necessario quindi progettarla attentamente, come parte integrante dell’intero processo di efficientamento.
Praticamente l’opposto che relegare le scelte relative alla manutenzione all’ultimo momento, trattando il tema sbrigativamente col solo criterio di spendere nell’immediato il meno possibile. In un continuo scambio di informazioni che permetta, ad esempio, di individuare il momento nel quale è più conveniente sostituire l’apparecchiatura o l’impianto – termine vita utile – per evitare costi inutili e criticità nelle prestazioni.”

Rinforza questi concetti l’ing. Gianluca Metti, MRICS, in Bennet da pochi mesi, ma forte dell’esperienza maturata in altri importanti incarichi: “Il risparmio energetico è uno strumento potente, capace di ridurre in maniera significativa la bolletta energetica delle filiali e di aumentare la competitività dell’attività. Potente perché sfrutta la curva del miglioramento continuo dove i risultati consentono di definire nuovi punti di partenza dell’efficientamento.”

Le aree su cui si è intervenuti negli anni
Il lavoro fatto – gli interventi di efficientamento energetico – è tutt’altro che banale, ma è indicativo che risparmiare: “si può fare”, con pay back degli investimenti fra 1 e 4 anni!
Climatizzazione
– Schemi di impianto ottimizzati sul recupero e trasferimento del calore
– Caldaie a bassa temperatura (condensazione)
– Chiller ad elevato rendimento
– Pompe di calore
– Acqua di falda
– Inverter per portata d’aria e acqua variabili
– Ottimizzazione logiche di regolazione
– Bilancio aeraulico e tarature ottimizzate
– Controllo nel tempo di funzionalità e consumi

Refrigerazione alimentare
– Schemi di impianto ottimizzati sul recupero e trasferimento del calore
– Tecnologia CO2 transcritica ottimizzata
– Condensazione aria/acqua
– Ottimizzazione logiche di regolazione
– Chiusura banchi
– Illuminazione a led
– Ventilatori EC
– Controllo nel tempo di funzionalità e consumi

Illuminazione
– Lampade a LED
– Dimmerizzazione

Le prestazioni funzionali degli impianti e l’efficienza energetica
Oliva osserva che “Gli effetti della scelta di implementare una ingegneria della manutenzione possono non essere noti a tutti e comunque sono di rilievo perché permettono di conseguire:
– Il mantenimento nel tempo delle prestazioni attese e dei budget di spesa previsti
– Il contrasto al naturale processo di crescita dell’entropia, che per gli impianti di climatizzazione e di refrigerazione alimentare si traduce in un aumento consumi di c.a. il 20%. Questi impianti, molto più di altri nel settore civile, sono caratterizzati anche da uno stato a funzionamento degradato, ovvero con bassi rendimenti, di cui non è semplice accorgersi senza sistemi di misura, per cui necessari i BMS.
– L’ottimizzazione di tutte quei parametri funzionali e di quelle logiche di regolazione che anche il migliore collaudo normalmente non considera – perché focalizzato sulla sola funzionalità e non anche sull’efficienza energetica – ottenendo un risparmio di almeno il 10%.
Questo è un punto che mi sta molto a cuore, perché permette di affermare che nella gestione e nella manutenzione è più conveniente investire in interventi realmente di alto livello (capaci cioè di diminuire oltre alle spese energetiche anche i costi ed i disagi a guasto) piuttosto che evitare di affrontare il problema nell’effimera convinzione di risparmiare semplicemente tagliando i costi iniziali.
– Il tema è anche etico – utilizzare al meglio ciò di cui si dispone ovvero gli impianti già presenti – si ha la possibilità di risparmiare e di ridurre almeno di altrettanto l’inquinamento. Perché non lavorarci sopra?”

Continua Metti: “si è evidenziato che anche in filiali recenti e correttamente collaudate sono necessarie verifiche periodiche del corretto funzionamento degli impianti con sistemi BMS capaci di intercettare anomalie funzionali. Ad esempio, i risultati economici dei risparmi conseguiti in 5 mesi in un solo impianto ammontano a 13.500 €, ovvero circa 30.000 €/anno, pari ad un risparmio del 25% dei consumi relativi alla climatizzazione.
Le risorse necessarie per raggiungere questi risultati sono: tempo, strumenti (multimetri, piattaforma di analisi dati), competenze.”

E aggiunge che “una piattaforma di aggregazione dei consumi basata su una solida base dati storica permette di intervenire prontamente quando i consumi si discostano dal trend previsto facendo emergere un malfunzionamento (analisi predittiva guasti).
L’implementazione di logiche di regolazione ottimizzate per gli impianti di refrigerazione alimentare nelle 20 filiali contabilizzate sulle 36 a progetto, ha portato a un risparmio del 1,9% ovvero 235.000 kWh pari a circa 36.400,00 € con un payback di circa 4 mesi.
Anche in questa applicazione, come suggerito dal FIRE, non vanno dimenticati i benefici multipli dell’efficienza energetica: miglioramento delle prestazioni dell’impianto, minor usura delle parti meccaniche, potenziali implementazione di strumenti per la manutenzione predittiva”

I risultati di efficientamento raggiunti negli anni
Inoltre Metti elenca le strategie vincenti di Bennet in questi anni: “Il complesso degli interventi di efficientamento energetico implementati hanno portato ad un saving in bolletta di quasi il 25% e sono frutto di interventi mirati e programmati secondo i concetti di vita tecnica e di vita utile. La taratura ottimizzata degli impianti unita alla gestione energetica coerente ha permesso, tanto nelle vecchie costruzioni quanto in quelle nuove, di ridurre i consumi di circa il 10%. Molti impianti tendono ad aumentare nel tempo anche del 20% il proprio consumo se non condotti, manutenuti e controllati tramite KPI funzionali ed energetici.
È quindi conveniente progettare ed investire in manutenzione.
Per tutto ciò è necessaria una squadra di lavoro motivata e competente.
L’efficientamento energetico è un’opportunità che partecipa all’EBITDA poiché apporta sia rilevanti risparmi in bolletta, sia un consolidamento del valore aziendale grazie alla virtuosità dei processi, a partire da quelli comportamentali.”

Ed i numeri potrebbero apparire incredibili, se non si conoscesse il lavoro fatto: efficientamento energetico 2018 su 2010:
– 20,8%,
– 41.750 MWh
Diminuzione consumi ed inquinamento evitato negli 8 anni:
– 182.000 MWh
– 64.000 tonnellate CO2 equivalenti
– 53.500 auto utilitarie/anno
– 86 km² di foresta

Trasformare un costo in opportunità di sostenibilità
Oliva è sicuro quando afferma che è necessario “trasformare la percezione degli impianti da “male necessario per esercire l’attività” in “opportunità di sostenibilità” per l’Azienda.
Come esempio racconta un recente case history significativo, quello del Centro Commerciale di San Martino Siccomario (PV):
– La necessità era quella di sostituire la centrale termica e quella frigorifera, per fine vita utile ed in gran parte anche fisica. Edificio e impianto dell’anno 2000, superficie climatizzata di Galleria e Negozi pari a 15.000 m², impianto tradizionale (4 tubi, necessario nelle medie stagioni).
Abbiamo formulato più ipotesi di ristrutturazione:
– In sintesi, un impianto tradizionale anche molto ottimizzato a livello energetico (polivalenti o pdc con pozzi) presentava costi di installazione molto elevati a causa delle peculiarità dell’edificio esistente, e, grazie all’aumentata efficienza energetica si ripagava, soltanto dopo 15 anni, comunque entro il termine della vita utile (20 anni). Conseguenti difficoltà di trovare risorse per garantire il servizio impiantistico. Ritardato l’intervento per più anni
– Pensare out of the box, lamciare la sfida: come climatizzare con sole pompe di calore ad aria un edificio datato e progettato per alta temperatura senza cambiare tutte le utenze e ottenere un pay back interessante e con una attenzione alla sostenibilità?
– Sfruttare i vecchi circuiti freddi sia d’estate che d’inverno (potenza sufficiente).
– Recuperare la regolazione esistente modificandone la logica .
– Il tutto secondo un innovativo schema di impianto che consentisse anche il funzionamento a “4 tubi”.
Risultati ottenuti:
una centrale termica in meno e pochi costi aggiuntivi rispetto soluzione tradizionale, risparmi energetici significativi, rilevante riduzione della CO2 emessa, pay-back sostenibili,  accesso al Conto Termico 2.0.
Benefici economici ottenuti:
– servizio impiantistico garantito
– Riduzione bolletta energetica del 25 %, pari a 65.000,00 euro/anno di risparmio
– Riduzione della CO2 di oltre il 50%
– Tutto l’investimento di rinnovo impiantistico ripagato in 6 anni
– Acquisizione fondi dal GSE pari a 320.000,00 € (tetto massimo raggiunto grazie all’elevata efficienza energetica conseguita, pari al 45% delle spese di 710.000,00 euro grandi imprese). Cifra significativa, sia per noi che in assoluto, capace di cambiare in maniera significativa l’economia della commessa.

La vision strategica…
Metti anticipa la visione delle strategie future: “proseguire l’attuale percorso che prevede una forte regia nelle scelte progettuali impiantistiche per ottenerne massima funzionalità e disponibilità, coinvolgendo in questo processo sempre di più anche le altre funzioni aziendali per ottenere una continua crescita del valore dell’asset aziendale.
– Automatizzare il reperimento dei dati di consumo da bolletta ed il controllo della stessa; velocizzare il processo di normalizzazione dei dati; integrare anche la lettura dei multimetri in campo per individuare scostamenti dei trend di consumo specifico; confronti multisito tramite KPI di settore (DE 2019).
– Individuare sistemi dinamici per la modulazione dei set point, in funzione non solo delle condizioni esterne di temperatura, ma anche dei reali carichi termici (affollamento);
– Ampliare il free cooling sfruttando l’effetto dell’onda di sfasamento termica dell’edificio;
– Trasformare la manutenzione in ingegneria della manutenzione in modo che le scelte partecipino a livello olistico nella gestione dell’asset immobiliare”

…con l’entusiasmo dei protagonisti
“I risultati che si possono ottenere sono notevoli: in 9 anni abbiamo ridotto complessivamente la CO2 emessa (effetti diretti ed indiretti) di oltre il 25% sugli edifici esistenti e costruito nuovi edifici capaci di consumi specifici pari alla metà di quelli costruiti 20 anni prima.
Una visione a medio-lungo termine, sostenuta da piccoli e grandi passi fatti con coerenza tutti i giorni e basata su due elementi imprescindibili quali la passione e la competenza (interna ed esterna) amalgamati in una organizzazione coerente e reattiva, permettono al risparmio energetico di crescere e di autosostenersi economicamente” conclude Oliva.

Le testimonianze e, soprattutto, i “numeri” ottenuti in Bennet e presentati da Gianluca Metti e Marco Oliva sono fari di riferimento per la rotta di altri manager che si avventurano nel difficile mondo dell’efficienza energetica (risparmio energetico) in cui spesso gli investimenti, visti dai non addetti ai lavori, sono purtroppo considerati, con grave errore, “atti di fede”.

– BYinnovation è Media Partner di Forum Retail

www.forumretail.com

www.bennet.com

Actionable solutions for housing

Piano Casa – apre consultazione sui territori

Affordable Student Housing a Padova

Network

Media Partners

Eventi Media Partners

JEREMY RIFKIN- BYinnovation DAY -Energie Rinnovabili in Italia-

Sviluppo sostenibile

Social Responsibility