Finanziamenti alle PMI per transizione sostenibile: la metà delle aziende conosce gli strumenti di finanza sostenibile e il 70% li valuterebbe per il futuro.
Si diffonde e si consolida tra le PMI l’interesse verso i temi della sostenibilità: il 62% delle imprese pone maggiore attenzione agli aspetti ESG e il 52% ritiene che questi ricoprano un ruolo molto importante nelle scelte di investimento. Mediamente, 1 PMI su 2 dichiara di conoscere bene o di aver adottato almeno uno strumento di finanza sostenibile.
Inoltre, in futuro, il 70% delle PMI potrebbe prendere in considerazione strumenti di questo tipo.
Sono alcuni dei principali risultati emersi dalla ricerca Finanziare la transizione sostenibile delle PMI: aziende e operatori finanziari a confronto condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile, in collaborazione con BVA Doxa e Finlombarda.
L’indagine si è articolata in una fase quantitativa, che ha coinvolto 513 PMI, e una qualitativa, con interviste in profondità a sette operatori finanziari che includono i criteri ESG. La ricerca – realizzata con il supporto di BPER Banca, CDP – Cassa Depositi e Prestiti, ENPACL e Riello Investimenti SGR – è stata presentata questa mattina in apertura delle Settimane SRI, la principale rassegna in Italia sulla finanza sostenibile, organizzata dal Forum.
La percezione della sostenibilità da parte delle PMI
1. Tra le PMI l’interesse per i temi di sostenibilità si presenta diffuso e in consolidamento rispetto al 2023: il 62% delle imprese pone maggiore attenzione agli aspetti ESG e il 52% ritiene che la sostenibilità ricopra un ruolo molto importante nelle scelte di investimento. Tale orientamento si riscontra soprattutto tra le aziende più strutturate (medie imprese).
2. Sono gli stakeholder stessi a richiedere un maggiore impegno verso l’inclusione dei fattori ESG in azienda: i clienti (indicati dal 42% delle aziende che hanno ricevuto richieste sul tema), seguiti dai fornitori (26%) e dalle banche (19%), che si confermano il principale interlocutore finanziario delle PMI.
3. Anche gli operatori finanziari intervistati rilevano, rispetto al passato, una maggiore attenzione per la sostenibilità da parte delle PMI, dovuta principalmente alle nuove normative (per esempio, in materia di rendicontazione) e alle crescenti richieste degli stakeholder.
Opportunità e ostacoli connessi a una maggiore attenzione alla sostenibilità
1. Le PMI riconoscono vantaggi concreti nell’adozione di pratiche sostenibili: anzitutto, il risparmio tangibile legato all’efficientamento energetico (menzionato dal 39%) e, a seguire, la riduzione dei costi derivanti dai danni causati dagli eventi climatici estremi (23%). Inoltre, le aziende associano alla sostenibilità vantaggi in termini reputazionali (29%), di mercato (27%) e di accesso ai capitali (15%), poiché l’inclusione dei fattori ESG consentirebbe di attrarre nuovi investitori.
2. Per gli operatori finanziari intervistati, ci sono però ulteriori opportunità che le PMI sembrano sottovalutare: anzitutto, l’importanza della sostenibilità per creare valore a lungo termine e per attrarre nuovi talenti, soprattutto tra le giovani generazioni.
3. Secondo le PMI permangono alcuni ostacoli nell’implementazione di progetti sostenibili in azienda: costi di gestione più alti (48%), oneri burocratici (46%), difficoltà nel reperire le risorse economiche (33%).
Il ruolo della finanza sostenibile
1. Mediamente, 1 PMI su 2 dichiara di conoscere bene o di aver adottato almeno uno strumento di finanza sostenibile. Inoltre, in futuro, il 70% delle PMI potrebbe prendere in considerazione strumenti di questo tipo – quota in aumento rispetto al 2023, quando si attestava al 56%.
2. Gli strumenti più diffusi sono i fondi di garanzia con vincoli ESG (citati dal 17% delle imprese), seguiti dalle linee di credito vincolate a obiettivi ESG e dai fondi di private equity e private debt sostenibili (scelti entrambi dal 14% delle PMI). Solo il 12% delle aziende, invece, ha emesso obbligazioni ESG e il microcredito raggiunge una quota di adozione del 16% tra le microimprese.
3. Alcuni operatori finanziari notano che il livello di conoscenza degli strumenti di finanza sostenibile è superiore alle loro aspettative. Al contrario, l’utilizzo ancora limitato di questi strumenti stupisce una parte degli intervistati (anche a fronte della crescita dell’offerta finanziaria in chiave ESG), lasciando supporre una certa resistenza delle PMI alla diversificazione dei canali di finanziamento.
4. Per 9 PMI su 10 le criticità nell’adozione degli strumenti di finanza sostenibile riguardano l’accesso alle informazioni. In particolare, le aziende rilevano difficoltà a orientarsi nell’offerta (elemento citato dal 35%), a trovare informazioni affidabili e comprensibili (34%) e a comprendere le procedure di attivazione dei diversi strumenti (33%).
5. Gli operatori finanziari, a loro volta, individuano tre elementi principali alla base della limitata diffusione degli strumenti di finanza sostenibile tra le PMI: la difficoltà delle imprese nell’individuare l’offerta più adeguata rispetto ai propri obiettivi e necessità, i vincoli e gli impegni richiesti per l’accesso all’offerta finanziaria sostenibile, la carenza di competenze interne alle PMI.
Progetti e iniziative sostenibili
– Per finanziare i progetti ESG, il 48% delle PMI che hanno avviato o programmato iniziative sostenibili si è autofinanziata, ma le aziende più strutturate fanno ricorso anche a fondi pubblici: statali o regionali (25%) ed europei (21%). Il 26% delle imprese utilizza almeno uno strumento di finanza sostenibile (linee di credito per progetti ESG, citate dal 13%, obbligazioni sostenibili, nell’11% dei casi, e fondi di private equity, nel 9%).
– L’offerta finanziaria è ancora percepita come poco o solo parzialmente adeguata dal 70% delle aziende, in quanto considerata troppo complessa (specialmente per le realtà più piccole), con criteri di accesso troppo vincolanti e con tempistiche lunghe. Per migliorarla, le PMI esprimono un forte interesse per soluzioni assicurative o finanziamenti a condizioni più vantaggiose (indicati rispettivamente dal 29% e dal 28%). Inoltre, l’80% delle imprese intervistate ritiene che gli operatori finanziari dovrebbero assumere un ruolo di promotori o partner delle progettualità ESG delle imprese.
– Questi ultimi, a loro volta, riconoscono di svolgere una funzione centrale per le PMI e citano molteplici iniziative promosse dalle rispettive organizzazioni per informare le aziende sull’importanza della sostenibilità.
Rendicontazione di sostenibilità e polizze
– Il 45% delle imprese intervistate ha in programma di pubblicare dati sugli aspetti ESG in futuro, mentre attualmente tale pratica è adottata solo dall’11%.
Tra le aziende che non hanno ancora redatto un report di sostenibilità (l’89% del campione), i principali ostacoli sono la mancanza di competenze interne (40%) e i costi elevati (38%). In aggiunta alle criticità indicate, gli operatori finanziari evidenziano il fatto che le PMI tendono a sottovalutare il valore strategico della rendicontazione ESG, un’attività spesso percepita più come costo e ulteriore incombenza che come opportunità per valorizzare l’azienda.
– Il 67% delle aziende è a conoscenza dell’obbligo di dotarsi di una copertura assicurativa contro eventi catastrofali entro il 31 dicembre 2024. Il 49% delle PMI, inoltre, ha già sottoscritto una polizza assicurativa per i danni causati da eventi climatici estremi e il 40% ha in programma di farlo. Secondo gli operatori finanziari è un dato destinato a crescere: per accedere ai fondi pubblici, infatti, sarà necessaria questa copertura.
“Le piccole e medie imprese sono attori chiave del tessuto economico italiano. Per realizzare un’efficace e giusta transizione ecologica, è fondamentale coinvolgere le PMI e supportarle, attraverso azioni di accompagnamento e strumenti di finanziamento adeguati. Il tempo non è molto: è dunque urgente mettere in campo un’adeguata assistenza tecnica e finanziaria ritagliata sulla specificità di ogni singola impresa”, dichiara Francesco Bicciato, Direttore Generale del Forum per la Finanza Sostenibile.
“L’indagine sulle PMI mostra come le imprese siano sempre più pronte ad affrontare le nuove sfide della sostenibilità. Queste tematiche sono ormai nel DNA di gran parte degli imprenditori ed è fondamentale che l’attore pubblico sostenga questa svolta. Questi risultati rappresentano un punto di partenza molto buono, che si consoliderà nel tempo se ogni attore svolgerà la sua parte”, dichiara Massimo Giusti, Presidente del Forum per la Finanza Sostenibile.
Gianni Golinelli, Responsabile Area Finanza, ENPACL: “Il 50% delle PMI dichiara di conoscere bene o di aver adottato almeno uno strumento di finanza sostenibile ed il 70% delle PMI potrebbe prendere in considerazione strumenti di questo tipo. Con questa importante premessa ENPACL approccia il tema del punto della situazione delle PMI dal punto di vista ESG, nella consapevolezza che come investitore istituzionale, oltre a rappresentare una fonte vitale di capitali, può fare da referente per conto della categoria dei consulenti del lavoro e fungere da catalizzatore per il cambiamento.
Le PMI, che costituiscono la spina dorsale dell’economia europea ed italiana, stanno infatti affrontando sfide significative nel percorso verso l’implementazione di strategie ESG. Secondo una ricerca condotta da McKinsey & Company si osserva che le PMI che integrano pratiche sostenibili, possono vedere un aumento del 20% nei ricavi rispetto ai concorrenti (McKinsey, 2023). ENPACL, di conseguenza, attraverso investimenti mirati e collaborazioni strategiche, può, insieme agli altri investitori istituzionali fornire le risorse necessarie per facilitare la transizione, e insieme alla rete dei consulenti del lavoro può promuovere l’effettiva implementazione delle pratiche sostenibili nel mondo delle PMI, ad oggi ancora frenate dalle complessità che tuttora emergono nell’approccio ai finanziamenti ESG compliant”.
Federica Loconsolo, Head of Institutional Investors & ESG, Riello Investimenti SGR: “L’Italia è un caso unico nel panorama europeo; le piccole e medie imprese rappresentano l’ossatura del tessuto produttivo, la quota predominante del fatturato e della forza lavoro e sono grandissime esportatrici di beni e di innovazione. In questo contesto, la sostenibilità diventa un fondamentale strumento di creazione di valore: stimola l’efficientamento, consente di aprire nuovi mercati e di essere competitivi in un mondo che cambia.
Il private capital è un alleato importante per le PMI, perché apporta capitali e competenze non solo per la loro crescita, ma anche per la valorizzazione della sostenibilità come leva di sviluppo. I dati emersi dalla ricerca sono molto interessanti; credo che le iniziative di analisi e approfondimento, come questa ed altre condotte dal Forum per le PMI, siano fondamentali per creare una cultura della sostenibilità condivisa tra tutti i soggetti economici e una consapevolezza diffusa di ciò che si è fatto e, ancor di più, di ciò che tutti noi abbiamo ancora da fare”.
Simone Pizzoglio, Partner, Head of BU Finance & Insurance, BVA Doxa: “Cresce ancora il grado di attenzione alla sostenibilità tra le PMI: per il 62% (69% per le medie imprese) è aumentata nel 2024 (erano il 52% nel 2023); un consolidamento che conferma la genuina intenzione delle imprese a procedere in questa direzione anche in un momento in cui il tema è trattato spesso criticamente. Come già rilevato nelle precedenti edizioni, gli ostacoli principali sono rappresentati dai costi (indicato dal 48% del campione) e dalla burocrazia (46%). Le opportunità indicate investono invece sia gli asset materiali (in primis l’efficientamento energetico) che quelli immateriali, in particolare una maggiore competitività (capacità di attrarre nuovi clienti e entrare in nuovi mercati) e il miglioramento della reputazione.
Questo osservatorio del Forum, che ormai viene attivato da anni, consente un monitoraggio delle attitudini su un asse temporale abbastanza lungo da confermare che la sostenibilità è ormai elemento integrato nella strategia aziendale per la grande maggioranza delle PMI (quest’anno sono il 71% che lo dichiarano, percentuale che sale al 82% per le medie imprese)”.
Giovanni Rallo, Direttore Generale, Finlombarda: “La finanza sostenibile gioca un ruolo di primo piano per favorire una crescita economica duratura e inclusiva. Finlombarda è impegnata nel favorire l’accesso a finanziamenti che premiano l’adozione di pratiche sostenibili da parte delle aziende e che ne rafforzano la competitività sul mercato nazionale e internazionale, contribuendo altresì ad attirare nuovi investimenti responsabili a beneficio dell’intero sistema economico lombardo. La finanza sostenibile è quindi leva imprescindibile per uno sviluppo competitivo della nostra regione”.
Guido Romano, Responsabile Monitoraggio e Analisi d’Impatto, Cassa Depositi e Prestiti: “La ricerca conferma la necessità ma anche l’interesse da parte delle PMI di essere accompagnate nel percorso verso la transizione ecologica, una sfida che riguarda da vicino il settore finanziario. Cassa Depositi e Prestiti ha messo al centro della sua strategia la sostenibilità e la generazione di impatti, con un forte sostegno alle controparti nel realizzare progetti ESG e misurabili in termini di effetti positivi sul territorio e sulle comunità. Per questo negli ultimi anni abbiamo introdotto un nuovo modello di valutazione dei finanziamenti che tiene conto non solo del rischio e del rendimento di ogni operazione, ma anche all’impatto economico, sociale e ambientale generato. È un modello che prevede anche meccanismi di premialità per le imprese legati a obiettivi di sostenibilità e di impatto, premiando quindi comportamenti virtuosi da parte delle aziende”.
Giovanna Zacchi, Responsabile ESG Strategy, BPER Banca: “La Just transition non può prescindere dal coinvolgimento delle PMI, vera spina dorsale dell’economia italiana. Occorre dunque che le banche le accompagnino nella crescita mettendo loro a disposizione gli strumenti necessari per raggiungere i loro obiettivi e per creare valore condiviso”.
Il Forum per la Finanza Sostenibile è nato nel 2001. È un’associazione non profit multi-stakeholder: ne fanno parte operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’inclusione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari. L’attività del Forum si articola in quattro aree principali: Ricerca, Progetti, Formazione, Policy e advocacy.