OGM – 21 associazioni denunciano il voto gravissimo del Parlamento europeo, intenzionate a difendere l’agricoltura contadina, biologica, biodinamica ed i diritti dei consumatori e dei cittadini.
Esse infatti giudicano gravissimo il voto definitivo del Parlamento Europeo sulla proposta di Regolamento sulle piante OGM prodotte con Nuove Tecniche Genomiche NGT, (ribattezzate Tecniche di Evoluzione Assistita TEA dalla propaganda italiana).
Un regolamento sostenuto caparbiamente anche dalle grandi associazioni agricole europee e nazionali contro gli interessi degli agricoltori.
L’atto si inserisce nel contesto di una deregulation trasversale promossa dalle istituzioni europee dietro la falsa credenza che ciò migliorerà la competitività.
Il Regolamento produrrà una completa deregolamentazione dei nuovi OGM
Dispone infatti l’abolizione della valutazione dei rischi, della tracciabilità e dei metodi di identificazione e rilevamento, delle norme in materia di responsabilità e delle misure di protezione contro la contaminazione, nonché dell’etichettatura dei prodotti per i consumatori. Oltretutto, i paesi membri dell’UE non potranno avvalersi dell’opt out, cioè della facoltà di vietare la coltivazione sul proprio territorio, oggi applicata da due terzi dei paesi membri e da alcune regioni. Questi pilastri della Direttiva 2001/18 sugli OGM non varranno per le NGT, che potranno circolare liberamente nel mercato e negli ecosistemi, senza trasparenza e senza monitoraggio pre e post commercializzazione.
Le NGT rimangono degli OGM solo per la legge sulla proprietà intellettuale. Sono infatti tutte coperte da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta, KWS, Limagrain e Basf.
Senza obbligo di rendere pubblici i metodi di rilevamento, gli agricoltori e le piccole e medie imprese sementiere rimarranno indifesi in caso di contaminazione dovuta alla coltivazione di campi OGM/NGT nei campi vicini.
Questi brevetti coprono geni simili a quelli già presenti nei semi non OGM e consentiranno quindi alle multinazionali di privatizzare anche le sementi tradizionali, come dispone la Direttiva UE 98/44 ai suoi articoli 8 e 9, che gli emendamenti non approvati dai parlamentari avrebbero modificato in positivo.
Le imprese potranno perseguire gli agricoltori e i piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto, nel caso le loro varietà contengano tratti genetici brevettati.
L’onere della prova ricadrà su chi subisce le contaminazioni tramite cui questi tratti genetici si trasferiscono, oppure chi semplicemente ha sviluppato gli stessi tratti tramite l’incrocio e la selezione naturale.
Per le piccole imprese sementiere, ossatura del breeding europeo, significherà dover fare costosissime, lunghe e impraticabili ricerche nei database dei brevetti per capire se stanno utilizzando sementi che contengono un tratto genetico privatizzato da qualche impresa.
La maggior parte afferma di non avere le capacità o di poter sostenere i costi di una tale operazione, con il rischio di finire fuori mercato o vittima di acquisizione da parte delle stesse grandi imprese transnazionali agrochimiche che puntano al monopolio.
“Di fronte a questo grave arretramento normativo – dichiarano le Associazioni – rivolgiamo un appello a cittadini, organizzazioni contadine, enti locali, organizzazioni sociali, istituzioni nazionali e territoriali di utilizzare ogni strumento disponibile per contrastare e limitare gli effetti della deregolamentazione, opporsi alla concentrazione del potere nelle mani delle multinazionali sementiere e salvaguardare la sovranità alimentare dei nostri territori, nella difesa della biodiversità, dei diritti degli agricoltori alle sementi e del diritto a produrre e consumare cibo libero da OGM”.
Le Associazioni italiane firmatarie del documento
– AIAB,
– ARCI,
– Assobio,
– Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica,
– Associazione Rurale Italiana,
– Centro Internazionale Crocevia,
– Demeter Italia,
– Fairwatch,
– Federazione Nazionale Pro Natura,
– Federbio,
– FIRAB,
– Fondazione Seminare il Futuro,
– Greenpeace Italia,
– Legambiente,
– Lipu,
– Movimento Consumatori,
– Navdanya International,
– Rete Semi Rurali,
– Slow Food Italia,
– Terra!,
– WWF Italia
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