Museo Nicolis storia macchine da scrivere: la collezione di oltre 100 esemplari dall’800 ai giorni nostri; “Le parole tramandate”. Una delle 7 collezioni ospitate dal Museo Nicolis di Villafranca è dedicata alle macchine per scrivere e delinea, attraverso modelli inediti e preziosi, la storia e l’evoluzione di questa grande invenzione che ha contribuito in modo insostituibile alla diffusione della cultura. Alcune immagini che storia e letteratura ci hanno tramandato ritraggono scrittori celebri al lavoro davanti alla loro macchina per scrivere e come dimenticare, in tempi più recenti, le immagini simbolo del giornalismo internazionale, impegnato a catturare le notizie da tutto il mondo con il solo aiuto di una piccola portatile!
I primi tentativi di costruire strumenti che consentissero la scrittura meccanica ai non vedenti risalgono al 1700 ma la prima macchina per scrivere costruita artigianalmente (denominata “ cembalo scrivano”) fu brevettata nel 1855 dall’italiano Giuseppe Ravizza.
La produzione industriale iniziò nel 1874 negli Stati Uniti da parte della Remington su brevetto Sholes. Fra i pezzi più rari e preziosi del Museo (i 100 modelli esposti coprono un arco temporale che va dalla metà dell’800 sino ai giorni nostri) i visitatori potranno ammirare la Franklin tipo 8 del 1898, unica nel suo genere per la caratteristica tastiera circolare; la Mignon n.2 del 1905, con il particolare sistema di scrittura “ad indice”; la Lambert tipo 1 del 1902, la cui originalissima tastiera è costituita da un unico elemento; la Hammond n.1 del 1880, una delle più interessanti macchine per scrivere della storia con i tasti completamente realizzati in ebano e disposti in una tipica tastiera “ideal” su due file semicircolari; la Hall del 1881 a pantografo, custodita in una cassetta in noce con chiusura a chiave; la Hammond n.2 del 1893 con il tipo design con “battuta posteriore”.
Rarissime la Blickensderfer n.8 del 1908 con tabulatore e la Keaton Tapewriter per la scrittura degli spartiti musicali.
E i più attenti scopriranno nella collezione Nicolis qualcosa di veramente sorprendente: sulle tastiere di alcune macchine per scrivere di fine ‘800 e di inizio secolo appare già il tasto con la “mitica chiocciolina” dei tempi moderni.
Il segno emblematico dell’era digitale che consente la comunicazione in tempo reale con la posta elettronica , era già un segno distintivo degli strumenti di scrittura dei nostri antenati!
Nei caratteri tipografici del secolo scorso, la @ assumeva il significato di “at a price of” (“al prezzo di”). Un simbolo squisitamente commerciale, oggi così traformato dall’uso di miliardi di persone!
