Fintech District fotografa Fintech4Good

Fintech District fotografa Fintech4Good: una Community dove sostenibilità, inclusione e governance sono sempre più componenti strutturali dei settori fintech e techfin in Italia. Climate fintech, ESG data, inclusione sociale e finanziaria, welfare e benessere finanziario, finanza alternativa e Impact capital sono i trend emergenti.

Sono 49 le realtà nel Fintech District – la Community internazionale di riferimento per l’ecosistema Fintech e Techfin in Italia, con oltre 300 aziende – che rientrano nel segmento Fintech4Good, ovvero aziende che hanno un forte orientamento verso sostenibilità e soluzioni in ambito ESG, creando un collegamento diretto tra finanza e benefici sociali e ambientali.
Una crescita del 60% circa rispetto al 2023, quando le aziende individuate all’interno di questo perimetro erano 31.
Il dato non riflette solamente un incremento in termini numerici, ma un cambiamento qualitativo nell’approccio e nel modo in cui il settore affronta le sfide ambientali, sociali e di governance.
La nuova fotografia realizzata da Fintech District mostra come il Fintech4Good stia diventando una componente sempre più strutturale dell’ecosistema fintech e techfin. Da ambito inizialmente circoscritto a realtà nate con una missione sociale o ambientale, oggi il perimetro si estende a un numero crescente di aziende che integrano sostenibilità, inclusione, governance e benessere finanziario all’interno dei propri modelli di business, prodotti e servizi.

Grazie al suo ruolo di osservatorio privilegiato dell’ecosistema, al confronto costante con le aziende della Community e al dialogo con istituzioni, università, operatori finanziari, corporate e investitori che permettono di cogliere l’evoluzione del settore e di interpretare in modo strutturato segnali diversi – dalle certificazioni ai nuovi prodotti, dai progetti ESG alle iniziative di inclusione, fino alle metriche di impatto – Fintech District è in grado di restituire una visione organica e comparabile del fenomeno.

“Il dato più rilevante non è soltanto la crescita numerica delle realtà Fintech4Good – che in 3 anni sono quasi raddoppiate – ma la progressiva diffusione di determinate tematiche nell’ambito fintech e techfin. Componenti quali sostenibilità ambientale, governance, inclusione e welfare non sono più ambiti specialistici, stanno diventando elementi strutturali dei modelli e dell’offerta di molte aziende. Il Fintech4Good non può più essere considerato una semplice estensione di iniziative ESG isolate o come un insieme di progettualità occasionali che, in passato, rispondevano ad aspetti di compliance o a una dimensione reputazionale, ma oggi rappresenta una vera e propria evoluzione che va oltre gli obiettivi di business. I dati che emergono dal nostro osservatorio, inoltre, evidenziano come il Fintech4Good si sviluppi soprattutto nelle componenti infrastrutturali, transazionali e di accesso al capitale: ambiti nei quali tecnologia, dati, pagamenti, credito e piattaforme digitali possono abilitare soluzioni con impatto ambientale, sociale o di governance in grado di generare valore”, dichiara Clelia Tosi, Head of Fintech District.

Una nuova mappatura: Core Business vs Prodotto
Tra le 49 realtà classificate come Fintech4Good, 17 hanno fatto della dimensione ambientale e sociale il fondamento stesso della loro value proposition.
Le realtà Core Business individuate sono: AGATHEIA, AWorld, Charity Stars, ClimateCharted, Doconomy, Ecomate, Ener2Crowd, Fibi, Generation Impact Global, goodify, Habacus, Lazzaro One, RingPay, Subbyx, Up2You, Uyolo e VIRTUOSO.
Queste aziende mostrano come il Fintech4Good possa assumere forme molto diverse. In alcuni casi, il focus principale è la sostenibilità ambientale e climatica; in altri, la misurazione dell’impatto ESG; in altri ancora, l’inclusione economica, l’accesso a strumenti finanziari, il benessere delle persone o la mobilitazione di capitali verso cause e progetti ad impatto.
Accanto a questo gruppo, la mappatura evidenzia anche un insieme più ampio di fintech classificate come Product Level (32), pari al 65% del totale, che, pur non nascendo con una missione interamente “for good”, integrano obiettivi ambientali, sociali o di governance all’interno di prodotti, servizi o processi specifici.
Se, invece, si guarda alle sottocategorie e ai diversi ambiti in cui operano le aziende Fintech4Good della Community, emerge che quella più rappresentata è il TechFin con 18 fintech, pari al 36,7% del totale; seguono Payments e Crowdfunding, entrambe con 6 aziende, pari al 12,2% ciascuna. La categoria Lending conta invece 5 aziende, equivalenti al 10,2%, mentre l’Insurtech raccoglie 4 aziende, pari all’8,2% del totale.
Nel Fintech4Good compaiono anche WealthTech, RegTech e Real Estate Fintech, ciascuna con 3 aziende, pari al 6,1% per categoria, mentre l’Invoice & Tax Management è rappresentata da 1 azienda, corrispondente al 2,0% del totale.

I trend che stanno definendo il Fintech4Good
La mappatura di Fintech District evidenzia cinque principali aree di sviluppo:

Climate fintech
Sta evolvendo da strumenti di misurazione della carbon footprint verso piattaforme per la transizione climatica e la resilienza. In questo ambito rientrano soluzioni che aiutano a misurare le emissioni, rendicontare l’impatto, definire strategie di decarbonizzazione, coinvolgere dipendenti e consumatori in comportamenti più sostenibili, finanziare progetti energetici o valutare rischi climatici e ambientali. AWorld, Up2You, Doconomy, Ener2Crowd e ClimateCharted ne sono esempi di riferimento.
Cresce anche l’area degli “ESG data”, dove la dimensione dell’impatto diventa sempre più misurabile e utilizzabile nei processi decisionali di imprese, banche e investitori. Lo sviluppo di soluzioni di questo tipo permette di rispondere a un’esigenza crescente del mercato: disporre di dati affidabili, processi digitali e strumenti operativi per misurare, comunicare e migliorare le performance ambientali, sociali e di governance. Realtà come Ecomate, Generation Impact Global, Uyolo, MODEFINANCE e AGATHEIA stanno costruendo la propria offerta intorno a rating, scoring, reporting e compliance ESG.

Inclusione sociale e finanziaria
Non più solamente come principio generale ma come capacità di rimuovere barriere specifiche che impediscono a persone, famiglie, studenti, imprese o comunità di accedere a opportunità economiche e finanziarie. Realtà come BonusX, Habacus e RingPay offrono soluzioni in grado di rispondere a problemi concreti: burocrazia, accesso al credito, protezione, istruzione, pagamenti e opportunità economiche.
Un altro trend che sta emergendo è quello del “Welfare e benessere finanziario”, in cui la tecnologia finanziaria non consente solamente di gestire transazioni ma contribuisce a migliorare sicurezza economica, accesso ai benefit, prevenzione, salute e qualità della vita delle persone. Coverflex e Tundr digitalizzano l’accesso ai benefit aziendali, FunniFin lavora sull’educazione finanziaria dei lavoratori, mentre VIRTUOSO collega prevenzione, salute e strumenti assicurativi.

Finanza alternativa e impact capital
Continuano a mobilizzare risorse verso progetti con impatto ambientale o sociale: da Ener2Crowd e Charity Stars alle piattaforme di crowdfunding come Crowdfundme, Mamacrowd e Opstart, fino a C2FO che lavora sulla liquidità delle filiere.
Il trend è quello di una finanza alternativa sempre più verticale, collegata a specifiche comunità, orientata a obiettivi ambientali o sociali e progressivamente integrata con criteri ESG e strumenti di misurazione.

Fintech District Fintech District è la community internazionale di riferimento per l’ecosistema Fintech e Techfin in Italia. Agisce come aggregatore di ecosistema con l’obiettivo di creare le migliori condizioni affinché tutti gli stakeholder (aziende innovative, istituzioni finanziarie, aziende corporate, professionisti, Istituzioni, investitori) possano operare in sinergia e trovare opportunità di crescita locale ed internazionale.
Le realtà che scelgono di aderire hanno in comune la propensione ad innovare e la volontà di sviluppare collaborazioni basate sull’apertura e la condivisione, la Community conta oggi più di 300 aziende tra fintech, techfin e Corporate di primaria importanza.
Fintech District ha inoltre relazioni con equivalenti Innovation Hub esteri per moltiplicare le opportunità di investimento e cooperazione, affermando il proprio ruolo di porta d’accesso e riferimento del mercato italiano. Nato nel 2017, Fintech District è parte di Fabrick.

www.fintechdistrict.com/it

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