ANIE sollecita il MIMIT su tecnologie strategiche

ANIE sollecita il MIMIT su tecnologie strategiche per competitività e autonomia industriale europea. Rafforzare le filiere tecnologiche, accelerare gli investimenti in energia e infrastrutture e sostenere la competitività industriale europea attraverso un quadro normativo stabile e di lungo periodo.

Questi i principali temi al centro dell’incontro che si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra il Ministro Adolfo Urso ed i rappresentanti di Federazione ANIE, il Presidente Vincenzo de Martino e il Vice Direttore Generale Marco Vecchio.

Le imprese rappresentate da ANIE Confindustria generano un impatto economico rilevante lungo le filiere produttive nazionali, con un valore aggiunto diretto, indiretto e indotto stimato in circa 1.000 miliardi di euro.

Nel corso del confronto ANIE ha illustrato la visione della nuova Presidenza, ribadendo il ruolo delle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche quali leve per la competitività industriale e la transizione sostenibile del Paese.

“Le tecnologie rappresentate da ANIE sono oggi una leva essenziale per rafforzare produttività, sostenibilità e competitività industriale”, ha dichiarato il Presidente Vincenzo de Martino. “Per sostenere gli investimenti è necessario un quadro normativo stabile e capace di valorizzare le filiere strategiche”.

ANIE Confindustria ha ribadito che la transizione energetica richiede oggi un rafforzamento delle infrastrutture di rete, dei sistemi di accumulo e della capacità produttiva delle principali filiere industriali, insieme a maggiori investimenti nelle tecnologie per l’efficienza energetica.
La Federazione ha sottolineato la necessità di accelerare i processi autorizzativi e semplificare il quadro regolatorio, considerati elementi essenziali per sostenere gli investimenti industriali e accompagnare la crescita.

ANIE ha inoltre manifestato la propria piena disponibilità a collaborare con il MIMIT sul recepimento della direttiva EPBD e della direttiva EED, sottolineando l’importanza di un impegno attivo del Ministero anche sui temi della prestazione energetica degli edifici e dell’efficienza energetica, centrali per il raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica e competitività industriale.

Nel confronto sul Piano Transizione 5.0, ANIE ha sottolineato l’opportunità di rafforzare il principio del “Made in Europe”, estendendolo anche ai sistemi di accumulo e agli inverter, oltre che ai moduli fotovoltaici già previsti dalla normativa vigente.
La Federazione ha inoltre proposto l’apertura di una specifica sezione del registro ENEA dedicata ai produttori europei di queste tecnologie.

Particolare attenzione al tema della produttività industriale
Secondo ANIE, digitalizzazione e automazione rappresentano leve essenziali per colmare il gap di produttività del sistema manifatturiero italiano e rafforzarne la competitività sui mercati internazionali.
Il confronto ha riguardato altresì l’Industrial Accelerator Act europeo, il futuro del Chips Act 2.0 e gli IPCEI, considerati strumenti strategici per sostenere investimenti, innovazione e autonomia tecnologica nelle filiere ad alto valore aggiunto.

“Le recenti tensioni geopolitiche confermano la necessità di rafforzare la resilienza industriale e tecnologica europea”, ha aggiunto de Martino. “Più che misure emergenziali, serve una politica industriale stabile e orientata al lungo periodo”.

La Federazione ha sottolineato, infine, l’importanza di investire nelle competenze tecniche e digitali e di rafforzare la collaborazione tra sistema educativo e imprese, al fine di sostenere la competitività delle filiere industriali avanzate e rispondere all’evoluzione dei fabbisogni professionali.

Federazione ANIE aderente a Confindustria, con 1.100 aziende associate e circa 480.000 addetti, rappresenta uno dei comparti industriali più strategici e avanzati del Paese, con un fatturato aggregato di 112 miliardi di euro e 27 miliardi di export per le tecnologie elettrotecniche ed elettroniche nel 2024. Le aziende aderenti ad Anie investono mediamente in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

www.anie.it

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